Guida Turistica per la Provincia di Cuneo
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Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo.
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Villar San Costanzo: Santuario di San Costanzo al Monte

Villar San Costanzo: Santuario di San Costanzo al Monte
San Costanzo al Monte, capolavoro dell’arte romanico-lombarda, è considerato una fra le più interessanti testimonianze di architettura sacra del basso-medioevo, non solo in Piemonte. Sorge nel luogo dove secondo la tradizione Costanzo, soldato della Legione Tebea, venne decapitato il 18 settembre del 303 o 305: il santo venne martirizzato e, per onorarne le spoglie, venne costruito un primo sacellum di modeste dimensioni il cui materiale, frammenti decorativi ad intrecci e caulicoli, è stato poi reimpiegato in varie parti della chiesa. E’ probabile un ampliamento in epoca longobarda, nel periodo in cui fu fondata l’Abazia benedettina di Villar San Costanzo, e possiamo supporre che il complesso sia stato interessato dall’ondata distruttrice saracena del X secolo. Il recupero e la ricostruzione dell’antica “chiesa sul monte” vanno ricondotti alla figura della pia Contessa Adelaide di Susa, intorno al 1091.
Osservando la facciata meridionale esterna è possibile analizzare le diverse vicende costruttive alle quali l’edificio è andato incontro nel corso dei secoli, in particolare si può notare come in corrispondenza della terza campata lo stile architettonico muti radicalmente: la parte più orientale dell’edificio è in stile romanico-lombardo, ascrivibile al primo decennio del XII secolo, la zona occidentale testimonia strutture dell’XI secolo che ancor oggi costituiscono la facciata sud e che conservano sulla parete interna preziosi affreschi di quell’epoca. Questa parte fu oggetto di un ampliamento posteriore (XIII secolo) del luogo di culto, probabilmente dettato dalla grande vitalità religiosa dell’edificio. L’attuale facciata barocca, a salienti e priva di decorazioni, risale alla fine del XVII o, più probabilmente, al XVIII secolo: a monte un dipinto senza pregi artistici raffigurante San Bernardo, al centro un affresco settecentesco con San Costanzo in uniforme da guerriero romano, con un’iscrizione latina che ricorda come nel 1771 Giacomo Giuseppe Velli, sacerdote torinese confessore di Carlo Emanuele III di Savoia ed abate di Villar San Costanzo, ampliò, restaurò e decorò il tempio. Sul lato a valle della facciata l’effigie di Sant’Antonio Abate, eremita egiziano, con la scritta Sedet solitarius et silet.
Alla citata fase costruttiva del primo decennio del XII secolo appartiene lo splendido tiburio ottagonale che sovrasta con imponenza il tetto dell’edificio, inscritto in un ellisse, decorato da una serie di archetti in cotto e dotato di due oculi.
La zona absidale di epoca romanica costituisce la parte artisticamente più rilevante di tutto il complesso: le tre absidi a base semicircolare si elevano verso il cielo e sono scandite da una serie di lesene che termina nelle gallerie di coronamento superiore, intervallate da pilastrini sulle cui sommità spiccano capitelli finemente scolpiti, con decorazioni variegate sia zoomorfe che fitomorfe.
Le absidi furono costruite utilizzando conci squadrati di gneiss grigio chiaro, pietra del monte San Bernardo che, con i suoi 1625 metri, sovrasta Villar San Costanzo.
Sul lato meridionale, addossata alla chiesa sorge la Cascina del Priorato, con funzioni di casa “fuocolare”, stalla e fienile, mentre sul lato nord-orientale c’è il forno con relativo locale da destinarsi all’essicazione: entrambi gli edifici furono costruiti agli inizi del XVIII secolo. Più recente, datato al 1860, il fabbricato ora adibito a foresteria posto sulla destra, all’ingresso della corte.
San Costanzo al Monte si sviluppa su due livelli, con al piano inferiore la cripta la cui pianta ricalca l’impianto basilicale della chiesa superiore. Cripta interessante nel panorama architettonico nazionale per le dimensioni notevoli, è raro infatti incontrare spazi sotterranei così vasti e tali da essere considerati “una chiesa sotto la chiesa”, sull’esempio di San Francesco ad Assisi e del duomo di Torino.
Gli ambienti della cripta sono preceduti da un piccolo nartece, dal quale si può analizzare la decorazione lapidea e l’apparato scultoreo della chiesa, la cui struttura rivela le diverse epoche costruttive: al di sopra dell’arcone di ingresso della navata centrale corre una cornice composta da pezzi di reimpiego del precedente sacellum con raffigurate palmette e cavalli marini. Di grande interesse anche i due pilastri che sostengono detto arcone, scolpiti col motivo degli intrecci a matassa e di fattura anteriore al XII secolo; su questi appoggiano due capitelli a mensola, uno raffigurante due caulicoli a forma centrale e l’altro decorato con una colomba ed una croce.
La copertura delle tre navate, con tozzi pilastri in pietra che reggono basse volte a crociera su un’ossatura di archi longitudinali e trasversali risale, come la parte superiore della chiesa, al XIII secolo; la navata meridionale venne tamponata in epoca napoleonica, quando l’edificio fu ceduto a privati i quali ne ricavarono alcuni locali di abitazione.
La parte orientale, la più antica, non è accessibile a causa dei problemi strutturali dell’edificio: potrebbe essere la cripta della chiesa distrutta dai Saraceni nel X secolo e presenta nella muratura tratti alternati di pietra e di cotto e lastre di pietra scolpite databili all’VIII-IX secolo. Le pareti sono percorse da una serie di arcature cieche che poggiano su colonne addossate, le tre absidi sono illuminate da finestrelle arcate a doppia strombatura e, all’epoca, ospitavano i tre altari dedicati a San Bernardo, San Costanzo ed alla Vergine.
Nella chiesa superiore, la sobrietà delle architetture e la finezza di esecuzione dei capitelli si impongono subito allo sguardo del visitatore: le tre navate presentano un sistema di decorazione variamente raffinato, la cui abilità di esecuzione lascia intendere quale importanza rivesta nel complesso di San Costanzo al Monte l’utilizzo della pietra per finalità ornamentali. La parte artisticamente più interessante della chiesa è costituita dall’insieme delle strutture romaniche, ossia le tre absidi, le ultime tre campate rivolte ad oriente ed il tiburio. La costruzione aggiunta nella parte occidentale, in stile gotico, è datata al secolo XIII ed i capitelli delle colonne presentano semplici motivi geometrici tra i quali la margherita a sei petali, elemento tipico dell’arte alpina.
Di notevole rilevanza artistica, sulla parete meridionale, alcuni lacerti di uno fra i più interessanti cicli pittorici di epoca romanica sopravvissuti sul panorama cuneese. I brani di affresco, venuti alla luce nel 1951 durante i lavori di rifacimento del tetto a capriate in vista, sono datati intorno all’anno 1050 e testimoniano la presenza di una decorazione parietale precedente ai lavori di ampliamento dell’edificio, dunque anteriore all’edificazione delle absidi.
Nei restauri del 2005 sono stati scoperti ulteriori particolari, con scene raffiguranti le ‘Storie della Genesi’ ed uno splendido San Giovanni Battista a figura intera, avvolto nella pelle di cammello.
La proprietà del Complesso Monumentale di San Costanzo al Monte è attualmente suddivisa tra la Provincia di Cuneo e la Parrocchia di San Pietro in Vincoli di Villar San Costanzo: dal 1996 al 2005 furono effettuati lavori di consolidamento del terreno per bloccare il movimento franoso che stava minando la stabilità della struttura ed importanti opere di restauro dell’edificio.
Dal 2012 il Santuario di San Costanzo al Monte è regolarmente aperto alle visite, grazie al progetto di valorizzazione realizzato dagli Amis ëd San Costan.

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