Guida Turistica per la Provincia di Cuneo
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Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN) Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN) Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN)
Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo.
Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN).
Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN).
Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN).

Villar San Costanzo: Abazia Benedettina

Villar San Costanzo: Abazia Benedettina
L'Abazia fu fondata nel 712 d.C., ai tempi del Re Longobardo Ariperto II, dopo la bonifica del sito ‘Cannetum’, ad opera dei benedettini provenienti dal monastero di Bobbio, fondato dal monaco irlandese Colombano.
Durante l'invasione saracena della piana cuneese, all’inizio del X secolo, dopo Pedona e Pagno anche l’Abazia di Villar San Costanzo subì la sua prima distruzione.
Poco dopo l’anno Mille fu ricostruita in stile romanico e ritornò a fiorire: è citata in un diploma del 1046 di Enrico III, appena nominato imperatore del Sacro Romano Impero.
Nel 1190 l’Abazia, viste le ingerenze del neo Marchesato di Saluzzo, si pose sotto la protezione dell’Arcivescovo di Milano, Milone da Cardano, per molti anni vescovo di Torino.
Dopo la seconda distruzione ad opera dei Saraceni, nel 1294 l’abate Enrico Begiano iniziò i restauri dell’abazia e fece costruire il campanile romanico-gotico.
Nel 1314 le truppe di Roberto d’Angiò assediano Dronero e danneggiano l’Abazia ma l’abate Dragone Costanzia di Costigliole, fra il 1316 e il 1341, fa ricostruire monastero, cripta, chiesa e villaggio: alla morte dell'abate la vita conventuale decadde.
L'abate Giorgio Costanzia di Costigliole, eletto nel 1447, ridiede splendore al complesso restaurando le strutture cadenti, decise inoltre di eleggere l’Abazia a suo mausoleo e nel 1467-69 fece costruire una cappella funeraria, chiamando ad affrescarla il pittore Pietro da Saluzzo.
Nel 1611 vi fu la soppressione della vita monastica e la decadenza dell’Abazia.
Dal 1722 al 1724 ricostruzione della chiesa in stile barocco ad opera dell’arch. Francesco Gallo di Mondovì: edificò la parete absidale, inserendo il nuovo edificio nella navata centrale dell’ex-Abazia, con semplice impianto a croce greca e volte a botte, concluse nel semicatino absidale.
Con il suo intervento innovatore, il Gallo aveva fortunatamente risparmiato le absidi romaniche, oggetto di restauro solo nel 1859 quando venne edificata la Confraternita, con due muri semicircolari simmetrici opposti alle absidi delle navate sinistra e centrale di cui resta quasi intatta la struttura interna ed esterna, portale neoclassico e timpano triangolare.
La storia dell’Abazia si conclude nel 1803, dopo oltre mille anni, con la soppressione da parte di Papa Pio VII che la trasforma in Parrocchia Vicariale.
Durante i restauri della cappella Costanzia, realizzati dal 1976 al 1979 grazie al finanziamento del Rotary di Cuneo, furono riportati alla luce gli stupendi affreschi sulla storia di San Giorgio tratta dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, con la volta a crociera sulle cui vele sono raffigurati i quattro evangelisti. Solo allora fu scoperta la ‘firma’ dell’autore Pietro da Saluzzo, fino a quel momento noto come il Maestro del Villar, e l’anno in cui fu realizzata l’opera: il 1469.
Al centro della Cappella vi è il sarcofago marmoreo attribuito ai fratelli Zabreri di San Damiano Macra: sulla pietra frontale è scolpito il testamento spirituale dell’abate Giorgio Costanzia, con lo stemma del casato, e sul coperchio l’immagine dell’abate con gli abiti sacri, la mitria ed il pastorale.
Interessante notare come nell’intradosso della cappella sia dipinto il Trigramma del nome greco di Gesù “YHS” di San Bernardino da Siena, morto pochi anni prima, nel 1444.
Nel pilastro antistante la Cappella, è presente un affresco raffigurante San Francesco mentre riceve le stimmate, iconografia rara nelle valli alpine.
La stupenda Cripta sottostante è a tre navate, con colonne in gneiss verdognolo sormontate da capitelli che sorreggono gli archivolti a tutto sesto, poggianti su altre colonne in tufo addossate al muro perimetrale.
Non è dato sapere se la cripta esistesse già ai tempi di Ariperto II: quella che vediamo è dell’XI secolo, restaurata nel 1316 dall’abate Dragone Costanzia a seguito del saccheggio angioino.
Il muro che divide la Cripta in due fu fatto realizzare nel 1722 dall’Arch. Francesco Gallo, per sorreggere il presbiterio della nuova chiesa barocca soprastante.

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