Guida Turistica per la Provincia di Cuneo
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Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN) Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN) Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN)
Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo.
Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN).
Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN).
Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN).

La Provincia Granda: Santuario Madonna dei Boschi di Boves

La Provincia Granda: Santuario Madonna dei Boschi di Boves
L'origine del Santuario è medievale, con fondazioni più antiche emerse recentemente che evidenziano la presenza di un'abside romanica di fine XII o inizio XIII secolo.
Il primo testo che cita questa cappella è un testamento redatto a Cuneo nel 1261 in cui Donna Ricolda Bono lascia erede la Certosa di Pesio e lega varie offerte a chiese dei dintorni, tra cui 12 soldi all'opera di Santa Maria a Boves.
Nella seconda metà del Quattrocento la cappella venne affrescata con un delizioso ciclo dedicato alle Storie della Vergine e dell'infanzia di Gesù: dell'autore si ignora il nome ma è ben identificabile per aver lavorato in parecchie località del basso Piemonte e in Liguria e non è fuori luogo chiamarlo ‘Maestro della Madonna dei Boschi di Boves’.
Un secolo dopo la chiesa venne allungata nella forma attuale, munita di volta a botte e lunettata sia sui lati maggiori che su quello minore, verso l'attuale ingresso. Vennero realizzate due sequenze di affreschi, attribuite al Maestro di Cigliè: nelle lunette sovrastanti gli affreschi quattrocenteschi vennero dipinte le scene della Passione di Gesù, mentre nel tratto aggiunto venne raffigurato il Giudizio Universale. Quest'ultimo offre molte citazioni del capolavoro di Michelangelo, offrendo anche vari esempi di figure non ancora ricoperte e, dunque, come si presentavano nella Cappella Sistina prima dei ritocchi di Daniele da Volterra detto il ‘Braghettone’.