Guida Turistica per la Provincia di Cuneo
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Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN) Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN) Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN)
Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo.
Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN).
Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN).
Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN).

La Provincia Granda: Castelli di Lagnasco

La Provincia Granda: Castelli di Lagnasco
Immersi nella campagna del Saluzzese, i Castelli Tapparelli d’Azeglio di Lagnasco sono un complesso articolato comprendente tre edifici, che rappresentano una splendida testimonianza di evoluzione architettonica pluri-secolare.
Il primo nucleo fu una torretta di avvistamento, realizzata sul finire dell’XI secolo e di cui sono state ritrovate solo alcune tracce delle fondamenta.
Verso il 1300 Manfredo IV di Saluzzo trasformò la struttura originaria in una fortezza, in un periodo storico tormentato per il marchesato, con lotte familiari per i diritti di successione.
Nel 1341 Tommaso II di Saluzzo vendette il feudo di Lagnasco a Gioffredo II Tapparelli di Savigliano ed allo zio Petrino Falletti di Alba, due famiglie che iniziarono a litigare e pare sia addirittura intervenuto Amedeo VI di Savoia per pacificarli: da lì trae origine il motto dei Tapparelli “D’ACORD”. Nel 1477 i Tapparelli rimangono unici proprietari del Castello di Levante, mentre la proprietà del resto del complesso è suddivisa fra vari signori locali e la struttura originaria difensiva e militare, nel XV e XVI secolo, venne trasformata in residenziale.
Solo nella seconda metà del XIX secolo il Marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio riuscirà a completare l’opera di mecenatismo acquisendo tutto il complesso di Lagnasco e alla sua morte, nel 1890, la casata si estingue ed i castelli vanno all’Opera Pia Tapparelli.
L’opera di studio, restauro e valorizzazione dei Castelli di Lagnasco, in cui sono già stati individuati ben 1000 mq. di affreschi, ha avuto inizio solo nel 1998 e fino ad allora l’Opera Pia aveva deciso che qui vivessero famiglie poco abbienti.
Nel Castello di Levante vanno segnalati il Salone degli Scudi, luogo di rappresentanza dei Tapparelli con gli scudi araldici di tutti i casati nobiliari subalpini del tempo dipinti fra il 1469 ed il 1471, e la Sala delle Grottesche, dipinta un secolo dopo in stile manierista, probabilmente da Cesare Arbasia e da Pietro e Giovan Angelo Dolce.
Nel Castello di Ponente, eletto a sua dimora da Benedetto Tapparelli dopo il secondo matrimonio con Giannina Bernezzo di Rossana, oltre a Pietro e Giovan Angelo Dolce lavorarono due pittori a servizio di Casa Savoia: Giacomo Rossignolo e Cesare Arbasia.
Lo stupendo Salone di Giustizia permetteva l’ostentazione del potere del padrone di casa, che era un giudice: ovviamente, tutte le scene rappresentate sono dedicate all’amministrazione della giustizia e mediante le immagini raffigurate Benedetto Tapparelli vuole dimostrare ai suoi ospiti che la nobiltà deriva dalle sue virtù personali.
Un’ultima notazione riguarda le cantine del castello, cui si accede da una scala in discesa priva di gradini in quanto doveva permettere di far scendere le botti: contrariamente a quanto avveniva ad esempio al Castello della Manta, le cantine non erano prigioni ma servivano effettivamente per la conservazione dei cibi e del vino e, anche qui, il padrone di casa ha voluto sfoggiare la propria cultura, facendo affrescare sul soffitto tralci di vite con scritte in latino tratte dalla Bibbia, afferenti alla bellezza del bere vino!