Guida Turistica per la Provincia di Cuneo
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Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN) Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN) Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN)
Visite guidate nella Cripta di Villar San Costanzo in provincia di Cuneo.
Visite guidate presso Casa Cavassa a Saluzzo (CN).
Visite guidate per scolaresche e gruppi presso il Santuario di San Costanzo al Monte a Villar San Costanzo (CN).
Visite guidate nella Riserva Naturale de 'I Ciciu del Villar' a Villar San Costanzo (CN).

La Provincia Granda: Abbazia di Staffarda

La Provincia Granda: Abbazia di Staffarda
Fu fondata il 25 luglio 1135 da alcuni monaci cistercensi, provenienti dall’abbazia ligure di Tiglieto, per volontà del marchese di Saluzzo Manfredo I: l’abbazia appare composta dalla chiesa, dal monastero con chiostro, refettorio e sala capitolare, dalla foresteria, dalla sede dei conversi, dal mercato coperto e dalle cascine di pertinenza, secondo un modello consolidato per i cistercensi.
Divenuta nel corso dei secoli estremamente florida, anche grazie alle notevoli elargizioni fondiarie da parte di nobili locali, Staffarda si contraddistingue quale centro autonomo di attività in grado di produrre il necessario al fabbisogno interno ad alla commercializzazione dei prodotti raccolti e trasformati delle campagne circostanti, rese fertili dai monaci con complesse opere di bonifica.
Dal XV secolo in poi, tuttavia, la comunità progressivamente decadde e nel 1690, nella famosa battaglia di Staffarda, i francesi guidati dal generale Catinat invasero l’abbazia distruggendo l’archivio, la biblioteca, parte del chiostro e del refettorio.
Dal 1715 al 1734, con l’aiuto finanziario di Vittorio Amedeo II, vennero effettuati lavori di restauro che in parte alterarono le originali forme gotiche dell’architettura.
Nel 1750, con Bolla Pontificia di Papa Benedetto XIV, l’Abbazia fu eretta in Commenda ed i suoi patrimoni divennero proprietà dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, ancora oggi proprietario.
La chiesa è uno splendido esempio di transizione tra il romanico e il gotico, a tre navate: austera all’interno, secondo la prescrizione della regola monastica, e spoglia per effetto della ricollocazione degli splendidi stalli lignei del XVI secolo voluta da Carlo Alberto nel 1846: degli arredi originali si conserva soltanto il pulpito tardo gotico, mentre l'altar maggiore è sormontato dallo splendido polittico cinquecentesco in legno dipinto e dorato, opera di Pascale Oddone.
L’antico campanile, eretto nel 1250, è in stile gotico e sormontato da una cuspide in mattoni.
Da segnalare che il Calefactorium, la sala riscaldata dove i monaci un tempo potevano saltuariamente scaldarsi, ospita attualmente una colonia di chirotteri.